Nessun morto

Finalista
Edizione: 
2017
Larghezza: 
100
Altezza: 
150
Anno Opera: 
2017
Tecnica
Fotografia su carta intelaiata
Descrizione
Come possiamo apprendere dalla lezione del filosofo Vladimir Jankélévitch, l’ironia o l’arte di sfiorare, nasconde una profondità segreta. Questa fotografia può apparire un sottile gioco di humour dal sapore quasi ghirriano, essendo un immagine già esistente senza alcuna impalcatura o costruzione propria della messa in scena. In realtà è un lavoro che attraverso l’ironia, ossia il complesso al quadrato, mira a mettere in discussione un idea comune, un concetto di cui l’uomo è il solo inventore. La morte. In quell’insegna funebre, in quella fotografia, l’uomo crede fermamente che si nasconda la fine di un individuo. Ci illudiamo di rinchiudere un concetto intangibile, indefinibile e infinito dentro una bara. Non esiste alcun morto in questi sacri templi, ma paradossalmente è la vita che si appropria di questi luoghi. Sono spazi che producono ricordi, riflessioni, emozioni e ogni altro aspetto della nostra esistenza.